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Paolo Goglio

Oggi intervistiamo Paolo Goglio, un’esperto fotografo di “fotografia emotiva”, un genere poco conosciuto ma dal grande senso spirituale che associa la fotografia stessa al Karma Emotivo.

“Ciao Paolo, è veramente un piacere ospitarti e intervistarti sul mio blog. Il tuo genere fotografico è sicuramente tutto da scoprire e mi incuriosisce, per questo parto subito con le domande!”

1) Come ti sei avvicinato alla fotografia?

Certamente fin da piccolo con il regalo più importante per la mia prima comunione…sono rimasto fin da subito emozionato nello scolpire qualcosa che potevo vedere nella realtà e rivedere, poi, su un supporto fotografico.

Mio padre ha certamente contribuito ad alimentare in me il seme dell’osservazione, dell’ammirazione e dell’amore per il mondo intorno a me.

2) Raccontaci il tuo percorso da fotografo? Sei un’ autodidatta o hai seguito dei corsi, frequentato scuole?

Anche se ho lavorato a lungo nella televisione come professionista, la fotografia è sempre stata una mia passione che non ho intenzionalmente voluto esercitare come lavoro. Ho imparato con riviste ed enciclopedie ai tempi, poi ho lavorato come commesso in un negozio di articoli fotografici e nel tempo, frequentando ambienti dell’immagine, ho certamente acquisito numerose esperienze di ogni genere e in tutti i settori.

3) Parlaci del genere di fotografia per il quale ti sei specializzato. Perchè hai deciso di investire tutto su questo genere?

Inizialmente ero un pò confuso, sentivo di voler esprimere qualcosa che ancora non ero in gradi di mettere esattamente a fuoco, raccoglievo immagini che mi trasmettevano qualcosa di importante ma ero ancora ‘inquinato’ dalle considerazioni tecniche e dalla valutazione altrui, non riuscivo a esprimermi liberamente perchè cercavo sempre il giusto, il corretto, il bello e il bilanciato secondo schemi convenzionali, quindi preconfigurati e certamente non miei.

Poi sono stato ‘illuminato’ da una immagine che ancora oggi è copertina e vetrina delle mie esposizioni: mi ha trasmesso un segnale di luce molto prezioso e da lì ho iniziato a concepire un mio pensiero: la “Concezione della fotografia emotiva”.

Un’ immagine di carattere prevalentemente ma non necessariamente naturistico, ritoccata attraverso le visioni della mia anima, quindi spesso molto saturata, con forti contrasti, impreziosita magari da un riflesso o da una piccola stella, esaltata da colori apparentemente artificiosi ma che, di fatto, riflettono la mia percezione interiore di gioia e di amore.

Più avanti, incontrando i primi consensi e il coraggio di sperimentare in questa direzione, ho iniziato ad esprimermi con sempre maggior libertà e ho realizzato numerose mostre sempre molto apprezzate in cui ho anche la possibilità di proiettare alcuni miei audiovisivi ed esporre le mie personali pubblicazioni.

4) Le prime sconfitte o delusioni. Ne hai avute? Se si, in quale momento della tua carriera sono arrivate?

Bhe… si, certamente! Purtroppo fanno parte del gioco, del cammino. Sono gli insuccessi magari personali, familiari, lavorativi o economici che si riflettono nella sfera artistica provocando crisi espressiva, una nebbia interiore che toglie ossigeno alle idee e linfa alla creatività. Lì entra in gioco l’autostima che non sempre vola alle stelle, ci vuole tempo ma, per fortuna, ci rialziamo sempre paolo goglio fotografia emotiva

5) Le soddisfazioni che ti sei tolto. (Un’ po di autocelebrazione non fa mai male!)

Non ho mai considerato il successo come un obiettivo, anzi! Considero l’arrivismo di qualunque genere e di qualunque livello come un agente inquinante della purezza artistica che può essere tale solamente quando è manifestata con autenticità d’animo e come missione di vita.

Se il mio ruolo è trasmettere qualcosa che mi si è donato nella sua bellezza affinchè io possa veicolarlo al mondo, ringrazio il mio soggetto e mi pongo semplicemente nella posizione di tramite, traduttore, trascrittore.

Non posso sapere se il mio ruolo è realizzare un’immagine o se è quell’immagine stessa, nel suo splendore, che mi ha eletto per trascriverla e riprodurla. paolo goglio fotografia emotiva

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©Paolo Goglio

6) Quali sono, a tuo avviso, le problematiche del tuo settore/nicchia di riferimento? Che soluzioni proporresti per migliorare la situazione?

Le problematiche possono esserci solamente se ci posizioniamo in un rapporto con l’immagine che prevede un preciso riconoscimento, artistico o economico. Togliendo questi fattori non colgo nessun problema e, anzi, ritengo che chiunque possa esprimersi al meglio e con grande libertà.

Propongo proprio questo: decontaminarsi dal perfezionismo e dalla valutazione per giungere a un rapporto con l’immagine che prescinde da componenti tecniche o predefinite. Ecco la magica chiave della creatività!

7) Il servizio fotografico che ti è rimasto nel cuore. Raccontacelo!

Sono veramente tanti i momenti in cui ho vissuto momenti di grande emozione con una fotocamera in mano. Posso ricordare un grandioso servizio in Perù, volando sul deserto di Nazca o navigando sul lago Titicaca, dal Machu Picchu all’Amazzonia, dalle Ande all’Oceano…ma dai safari in Africa, ai fondali delle Maldive, forse i ricordi più profondi sono quelli condivisi con i miei figli, quando li guido a coltivare il proprio spirito di osservazione per cercare insieme qualcosa di meraviglioso da scolpire.

8) Canon o Nikon? Qual’è la tua fida compagna di scatto? Dicci la tua!

Sono passato da Nikon a Canon ma solamente per fidelizzare con alcuni amici, non lego la mia passione alla marca o agli accessori, ma solamente al mio cuore, qui registro le mie emozioni, considero l’apparecchio un semplice mezzo che mi consente di cogliere al meglio quanto percepisco.

Ultimamente, proprio per dissacrare questo mito dell’apparecchiatura, scatto molto spesso con una fotocamerina Casio, molto versatile e divertente che mi consente di concentrarmi sul piacere della ricerca del soggetto svincolandomi dal tradizionale rapporto materiale.

9) L’obiettivo al quale non potresti mai rinunciare.

Non ho proprio preferenze paolo goglio fotografia emotiva

10) Un consiglio alle nuove leve e a tutti quelli che sognano di diventare fotografi professionisti.

Concentrarsi sulla conoscenza di se stessi prima ancora che su quella tecnica o metodologica, trovare le proprie risposte espressive e poi liberare al meglio la propria creatività.  Il mio motto è: “Segui sempre la tua stella polare, segui il tuo cuore”

Sito web: http://www.fotokem.it
Facebook: http://www.facebook.com/goglio

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©Paolo Goglio

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paolo goglio fotografia emotiva
Ex fotografo, innamorato profondamente della fotografia. Curioso, pignolo e testardo ma sempre con il sorriso sulle labbra. Sogna la sua vecchiaia sulle Alpi bavaresi insieme ad Heidi e le caprette che gli fanno "ciao!".
paolo goglio fotografia emotiva
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